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Scopriamo insieme come curare la sindrome OSAS.

La medicina odontoiatrica è parte integrante della cura della propria salute:
 il compito degli odontoiatri è quello di identificare alterazioni orali o cranio facciali che possano incidere sulla salute generale del paziente.
In quest’ottica, l’odontoiatra può fare screening e trattare anche le apnee ostruttive del sonno. Esattamente come il controllo delle patologie oncologiche del cavo orale è ormai una pratica consueta per l’odontoiatra, altrettanto deve diventare lo screening delle apnee ostruttive del sonno.

Le Apnee Ostruttive
del Sonno

Le apnee ostruttive del sonno (OSAS – Obstructive Sleep Apnea Syndrome), sono un grave problema, spesso sottovalutato, che si stima coinvolga milioni di persone in età lavorativa e non, specialmente uomini. Esse causano, come effetto immediato, sonnolenza diurna e rischio di addormentarsi improvvisamente, oltre ad una vasta gamma di comorbilità che coinvolge l’apparato cardiovascolare e metabolico.

Il Ministero della Salute ha redatto delle Linee Guida in cui riconosce “l’odontoiatra (come colui che) deve avere, nei confronti di tale quadro sindromico, un ruolo importante come sentinella diagnostica, provvedendo altresì, per quanto di competenza, alla risoluzione terapeutica tramite l’applicazione di specifici dispositivi medici intraorali”.
L’odontoiatra ha, forse più di altri specialisti, l’opportunità di intercettare tale patologia tra i pazienti che controlla almeno una volta all’anno nel suo studio. Porre al paziente qualche semplice domanda, per esempio se sia un russatore o se provi sonnolenza diurna, è sufficiente a valutare se sia necessario prescrivere una polisonnografia (PSG).

Prevalenza e rischi dell'OSAS

In Italia circa 6 milioni di persone sono affette dalla sindrome delle apnee ostruttive. La medicina del sonno odontoiatrica è una specialità emergente il cui impatto sulla salute delle persone gioca un ruolo determinante. Fare screening della patologia nella pratica clinica di uno studio dentistico contribuisce ad intercettare la malattia e a migliorare la salute di questo sempre più crescente numero di apnoici.
Le apnee ostruttive sono correlate ad una serie di gravi comorbilità, quali:

Al di là di queste condizioni croniche, l’OSA si associa ad una serie di problematiche orali e dentali quali:

Bruxismo

Reflusso gastroesofageo

Parodontopatia

Macroglossia

Pertanto, identificare il paziente candidato ad un approfondimento dei suoi problemi con un test del sonno può essere il primo passo per la risoluzione delle patologie correlate.

Fattori di rischio e sintomatologia

L’odontoiatra che adotta lo screening per le apnee ostruttive nella propria pratica clinica deve saper riconoscere alcuni segni e sintomi correlati del suo paziente. Se presenta:
Ebbene, il paziente è sicuramente candidato ad un esame più approfondito che accerti la presenza della patologia OSAS.

Importanza dello screening per l’OSA

È possibile che alcuni pazienti riferiscano i sintomi sopra elencati in fase di accettazione anamnestica. È altrettanto vero, però, il contrario e cioè che siano del tutto inconsapevoli della correlazione del proprio malessere con la presenza di un disturbo respiratorio del sonno.

Questa inconsapevolezza impedisce loro di chiedere aiuto allo specialista, il che spiega il motivo per cui la patologia è poco diagnosticata.
Pertanto, lo screening proposto dall’odontoiatra contribuisce a far emergere il problema.

Integrare il test OSAS
nella propria pratica clinica.

L’odontoiatra esegue nel proprio studio esami radiologici di vario genere per approfondire le problematiche del paziente e decidere il piano terapeutico più adeguato per lui. Allo stesso modo , di fronte ad un probabile apnoico, può suggerirgli di effettuare un test del sonno che confermi la patologia OSAS e gli consenta di  proporgli la terapia più idonea, sia essa quella odontoiatrica con avanzatore mandibolare o quella di pertinenza dello specialista del sonno.

Considerato che appena lo 0,64% della popolazione italiana risulta diagnosticato, si può facilmente capire quanto determinante possa essere l’apporto dell’odontoiatra nello screening e nel trattamento della patologia.Il paziente che visita uno studio dentistico può non sapere di soffrire di OSAS e qualora lo sappia , ignora quanto questo rappresenti un grave rischio per la sua salute in generale.
Uno screening integrato nella pratica clinica consente all’odontoiatra di affiancarsi allo specialista del sonno per proporre un trattamento adeguato grazie a dispositivi di avanzamento mandibolare.

Integrando dispositivi diagnostici e terapie dedicate, lo screening OSAS può essere facile e proficuo per pazienti e odontoiatri: da una parte con il dispositivo di avanzamento mandibolare (M.A.D.) i pazienti hanno una terapia più tollerabile rispetto ad altri sistemi e dall’altra gli odontoiatri possono espandere il proprio bacino di utenza e il flusso dei proventi ad esso collegato.

È ormai accertato che integrare nella propria pratica clinica la medicina del sonno odontoiatrica può decisamente far registrare un netto miglioramento della situazione OSAS nella popolazione affetta da tale patologia.

L’odontoiatra può scegliere se integrare la medicina estetica nella propria pratica clinica. Farlo o non farlo non ha un impatto significativo sulla salute dei propri pazienti.

Questo non è altrettanto valido per la medicina del sonno: la scelta dell’odontoiatra di fare screening e di trattare il paziente affetto da OSAS fa decisamente la differenza nello scenario della patologia: riesce a far emergere una malattia potenzialmente fatale per i milioni di pazienti del tutto inconsapevoli e contribuisce al contenimento dei pesanti costi sociali ad essa correlati.

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